Abbattimento lupi, Fattor su Kompatscher: "Perché pagare pareri esterni? Credo speri in un ricorso animalista per salvarsi la faccia e evitare conti da pagare, Durnwalder docet"
Per l'assessore comunale di Bolzano il governatore Kompatscher con la decisione presa "sa di rischiare" e ricorda un procedente. “Abuso d’ufficio e un conto salato dalla corte dei conti (perché pagare un esterno se hai organi istituzionali a disposizione?). Durnwalder docet, pagò 500 mila euro di tasca sua per aver autorizzato l’abbattimento di una marmotta senza averne l’autorità”

BOLZANO. “Io credo che il presidente speri che qualche animalista faccia ricorso già domani. Il Tar sospenderebbe il provvedimento. Salvo lui e la faccia di fronte all'Unione Agricoltori e all'Associazione Cacciatori. Potendo dire 'ne riparliamo dopo le elezioni'. Spot elettorale riuscito, rischio scampato”. Questo il pensiero di Stefano Fattor assessore al Patrimonio, Mobilità, Edilizia abitativa comunale in merito alla decisione del governatore Arno Kompatscher di abbattere due esemplari di lupo nonostante il parere di Ispra.
L'assessore, attraverso i social, ha voluto spiegare la propria versione perché all'esterno la decisione del governare appare incomprensibile.
“Kompatscher dà l’ok all’abbattimento di due lupi a Selva dei Molini nonostante il parere negativo di Ispra (massimo organo nazionale) e dell’Osservatorio Faunistico Provinciale – spiega - basandosi sul parere (pagato dalla Provincia) di un certo professore di biologia di Vienna”.
Una decisione con la quale Kompatscher, assumendosi questa responsabilità, sa di rischiare spiega Fattor ricordando un procedente. “Abuso d’ufficio e un conto salato dalla corte dei conti (perché pagare un esterno se hai organi istituzionali a disposizione?). Durnwalder docet, pagó 500 mila euro di tasca sua per aver autorizzato l’abbattimento di una marmotta senza averne l’autorità”.
La vicenda a cui fa riferimento l'assessore del Comune di Bolzano è quella che ha riguardato l’ex presidente della Provincia di Bolzano Durnwalder e l’ex direttore dell’ufficio caccia e pesca Heinrich Erhard che nel 2018 vennero condannati al pagamento di 468.000 a causa di diversi decreti che consentivano l’uccisione di migliaia di animali selvatici (volpi, marmotte e varie specie di uccelli) protetti dalle normative europee.













